Cosa sono i D.S.A.

Per “Disturbo Specifico di Apprendimento” (DSA) si intende un quadro che si evidenzia in età scolare in bambini che manifestano:

  • Difficoltà nella lettura (dislessia)
  • Difficoltà nella scrittura (disortografia: presenza di errori ortografici; disgrafia: difficoltà esecutiva del tratto grafico)
  • Difficoltà di calcolo (discalculia)

In situazione di:

Normale dotazione intellettiva e adeguate opportunità di apprendimento

In assenza di

disturbi neuromotori o sensoriali e disturbi psicopatologici (pre-esistenti)

Altri segni presenti ed evidenziabili anche in età prescolare sono:

  • difficoltà ad imparare l’ordine alfabetico
  • difficoltà a dire nel giusto ordine i nomi dei giorni della settimana e dei mesi
  • difficoltà a memorizzare le filastrocche, le conte
  • inadeguatezza nei giochi linguistici, nel riconoscimento e nella invenzione di rime, nell’isolare oralmente il primo suono o la prima sillaba di una parola.
  • goffaggine accentuata nel vestirsi, allacciarsi le scarpe, riordinare
  • inadeguato riconoscimento destra/sinistra
  • difficoltà ad orientarsi nel tempo

In quasi tutti i bambini c’è stato o è ancora presente un disturbo di linguaggio: confusione di suoni, frasi incomplete, sintassi inadeguata, scarsa abilità nell’utilizzo delle parole adeguate ad un determinato contesto, difficoltà a recuperare dalla memoria i nomi ad alta frequenza d’uso.

La dislessia è il DSA più frequente e ha un’incidenza nella popolazione scolastica italiana di circa il 3-4% (mediamente 1 bambino per classe). Spesso lo scarso rendimento scolastico di questi bambini viene imputato a demotivazione, scarsa capacità attentiva, scarso impegno nell’esercizio della lettura e talora a problemi familiari.

D’altro canto il ripetersi di insuccessi scolastici determina una diminuzione della autostima e una tendenza ad evitare di mettersi in gioco, avvalorando il giudizio di svogliatezza e poco impegno.

Gli insuccessi e la scarsa considerazione percepita da compagni e insegnanti hanno un effetto devastante sull’equilibrio psicologico del bambino che porta a difficoltà relazionali.

La sensibilizzazione del corpo insegnante verso i DSA è fondamentale per un’individuazione precoce di soggetti “a rischio” al fine di orientare le famiglie verso centri per la diagnosi.

DIAGNOSI DI DSA

La diagnosi di DSA può essere fatta solo  dallo psicologo o dal neuropsichiatra infantile, quando i risultati ottenuti da un bambino in prove specifiche rilevano una competenza nella scrittura, lettura e calcolo significativamente al di sotto di quanto previsto in base all’età, alla istruzione e al livello di intelligenza.

La diagnosi permette:

– di evitare errori di valutazione, come colpevolizzare il bambino (“Non impara perché non si impegna”) o attribuire la causa a problemi psicologici o familiari. Questi errori determinano sofferenze e frustrazioni;

– di mettere in atto aiuti specifici (misure compensative e dispensative), tecniche di riabilitazione e di compenso, nonché di altri semplici provvedimenti come la concessione di tempi più lunghi per lo svolgimento di compiti, l’uso della calcolatrice o del computer. (I bambini con DSA  hanno un diverso modo di imparare ma comunque imparano).

CAUSA DEI DSA

I Disturbi Specifici di Apprendimento hanno origine neurobiologica e sono a carattere ereditario (secondo alcune ricerche la probabilità che un genitore dislessico abbia un figlio con un analogo problema è abbastanza elevata; infatti, nella popolazione di bambini con questo disturbo la familiarità è presente nell’ordine di circa il 25-30 % dei casi).

Poiché si tratta di un disturbo a base neurologica, ma anche in considerazione dei controlli longitudinali fatti su gruppi di soggetti dislessici, vi è ampio consenso che il disturbo permane anche nell’adulto: anche se molti dislessici imparano a leggere correttamente, ma continuano a leggere lentamente ed in modo non automatico.

COME SI MANIFESTANO I DSA

I DSA si manifestano prevalentemente in età scolare con una persistente difficoltà nell’imparare a leggere e a scrivere.

LETTURA

Alla fine della primo anno della scuola primaria il bambino non acquisisce la competenza tecnica della lettura che può risultare:

  • molto lenta, anche se abbastanza accurata,
  • lenta e piena di errori di codifica dello stimolo.

Di solito, quando legge:

  • salta le parole e le righe
  • non rispetta la sequenza delle lettere di una parola
  • scambia alcune lettere graficamente simili (a\e; p\b\d\g\q;….).

Conseguentemente Il bambino con DSA non ama leggere, perché fa troppa fatica a decifrare, cioè a trasformare i segni scritti nei suoni corrispondenti e a pronunciare la parola originata dall’assemblaggio delle diverse lettere.

La ridotta attività di lettura porta come conseguenza un sviluppo limitato del vocabolario e problemi di comprensione di testi letti.

SCRITTURA

Di solito la scrittura è compromessa allo stesso modo della lettura.

Numerosi sono infatti gli errori nella produzione scritta anche sotto dettatura:

  • inversione di lettere:(li al posto di il)
  • sostituzione di suoni che si assomigliano dal punto di vista uditivo (v\f- d\t-r\l) per cui possono scrivere varo al posto di faro
  • ripetizione di sillabe all’interno delle parole tavovolo per tavolo
  • eliminazione di suoni o sillabe nella parola: pote per ponte

CALCOLO

Molti dislessici sono anche discalculici, ovvero non riescono a:

  • imparare le tabelline
  • fare calcoli in automatico
  • fare numerazioni regressive
  • imparare le procedure delle operazioni aritmetiche.

I bambini con diagnosi di DSA sono tutelati da una normativa ministeriale che prevede misure dispensative e compensative per favorire il loro apprendimento nonostante le difficoltà.